"Vento in poppa e avanti tutta" Tempo di saluti e cambiamenti per il Team di Mooves

Local News
27/03/2018

Oggi è un giorno un po’ diverso dal solito.
Fino ad appena una settimana fa, dopo svariate ricerche e scrupolose letture, avremmo condiviso un approfondimento in stile Mooves, uno stile che non “ci gira intorno” e che “pensa pratico” rispetto a dogmi, misteri e labirinti dell’universo “lavoro”.
Ma oggi non va così.
Oggi vi parliamo di noi e del nostro progetto, quel progetto che ci ha tenute con il fiato sospeso fra un finanziamento e l’altro, che ci ha permesso di interrogarci sul nostro futuro e di abbozzare risposte, che ci ha insegnato tanto, che ci ha “obbligato” a rimanere informate, a rimanere curiose.
Ve ne parliamo per annunciarvi che un capitolo di Mooves è giunto al termine.
Questa Redazione chiude qui il suo mandato, serena e fiduciosa in una gestione futura altrettanto appassionata e precisa.
E no, non vi stiamo facendo un Pesce d’aprile in anticipo, è il Pesce d’aprile ad averci pinneggiato brutalmente: dal 1° aprile 2018 infatti, noi ragazze della Redazione cessiamo il nostro incarico con Sercop, a cui lasciamo l’onere e l’onore della cura di Mooves nel prossimo futuro.
Sappiamo bene quanto vi mancheremo (soprattutto per i selfie trash post-riunione con le occhiaie e lo spritz in mano), ma non crediamo possiate comprendere quanto voi mancherete a noi: questa “lettera” è il minimo che possiamo fare per ringraziare voi lettori, tutti coloro che ci hanno sostenuto e che con noi hanno collaborato.
Voi vorrete sapere perché, immagino.
Ma veniamo con ordine. Per avere il quadro completo - o farci venire un po’ di nostalgia- dobbiamo partire dall’inizio.

LA STORIA DI MOOVES IN BREVE

Come avrete già letto più volte, Mooves nasce grazie al Piano Territoriale Giovani “Distr-Atti” finanziato da Regione Lombardia e la sua Call for Ideas, la quale offriva un premio in denaro a giovani creativi che avessero provato a immaginare un sito web utile per i coetanei del territorio e che avessero frequentato un percorso di 6 mesi per svilupparlo e renderlo reale. E così fu.
Riccardo, Alessia, Angie, Mara, Ilaria, Serena, Paola e Luca costituirono lo squadrone d’assalto iniziale, qualcuno conoscendosi già, qualcuno no. Ognuno aveva il suo superpotere (e questo ci fece sentire un po’ la versione più numerosa dei power ranger, lo ammettiamo), ognuno aveva i suoi problemi da precario medio e un sacco di voglia di mettersi in ballo. E ballammo.

<<Se esportassimo Mooves a Napoli sarebbe Jamm Ja, vi rendete conto?!>>
<<Facciamo le candid camera del lavoro!>>
<<Facciamo un contest>>
<<Facciamo una collaborazione col Milanese Imbruttito>>
<<Facciamo le videointerviste>>
<<Mettiamo questo, quello e pure quell’altro>>
E chi più ne ha più ne metta. Eravamo decisamente inesperti, esagitati, fin troppo creativi. Di quella creatività che cento ne pensa e una ne fa. Non riuscivamo a terminare un argomento che subito ne saltava fuori un altro. “Facciamo tutto e facciamolo in grande” era il motto.
Pensare in grande ci permise però di scartare il superfluo, di arrivare al core del servizio, di fare qualcosa di utile in modo piacevole. Piacevole perché ci divertivamo un mondo, utile perché sapevamo bene che l’inoccupazione e la disoccupazione giovanile erano -e sono- dei problemi collettivi, la cui risposta doveva essere trovata collettivamente.
E’ così che arrivammo al claim “Dai voce al tuo futuro”: conoscere leggi e strumenti, confrontarsi, credere nel valore delle proprie capacità, fino a rompere il silenzio da “Generazione Neet” e urlare a gran voce che non siamo zombie senza interessi e capacità, siamo lavoratori che vogliono un futuro e siamo qui, siamo pronti, dobbiamo solo avere un’opportunità.
E dobbiamo avere gli strumenti per saperla cogliere.


Non accade molto spesso che questo tipo di progetti, mirati più allo sviluppo delle competenze che al prodotto in sé, abbiano un seguito. Noi, però, avevamo l’idea, avevamo i layout pronti, avevamo ReRurban a sostenerci ed aiutarci nella progettazione: perché dunque non prenderla sul serio? Sottoposto il progetto all’attenzione di Sercop e degli Assessori dei Comuni del Rhodense, piacque. Eccome se piacque. Dopo il 31 dicembre 2016 iniziammo a procedere in autonomia, senza più tutoraggio.
Regione Lombardia diede il via libera alla richiesta di Sercop di devolvere i fondi residui del Piano Territoriale per la messa in opera del progetto fino a marzo 2017, cioè ben 3 mesi oltre la scadenza dello stesso.
Questo ci permise, il 16 febbraio 2017 di condividere ufficialmente il portale con la cittadinanza attraverso una conferenza stampa alla presenza di giornalisti, politici e tecnici e trasmessa in diretta su Fb. Mentre noi ci dilettavamo fra la creazione dei contenuti, la costruzione di una rete e la promozione sul territorio con il Lavur in Tour, gli Assessori del Rhodense e Sercop stipulavano un accordo con la Fondazione Comunitaria Nord Milano per un finanziamento della durata di un anno interamente finalizzato alla manutenzione del servizio.
Questo finanziamento terminerà proprio il 31 marzo 2018.
Quindi eccoci qui.

Oggi, dopo ben 50 articoli nella sezione Promuoviti, 5 Mai più senza, 113 Local News, 7 Local Service, 5 Intervistone a km0, 168 annunci di lavoro e bandi diffusi sul territorio, centinaia fra mail e messaggi di posta su Facebook, 8 eventi, innumerevoli contenuti social media e 7 puntate trasmesse su RadioWeb Arese in appena un anno di operatività, possiamo veramente posare le penne e i mouse, dedicandoci ognuno alle proprie attività.
Si, perché nel frattempo ognuno di noi ha iniziato o terminato dei percorsi, ha firmato contratti, ha capito qualcosa di più di sé stesso, si è avvicinato all’idea del “cosa voglio fare da grande”.

Ma questo cosa significa? Mooves non esisterà più?

Assolutamente no. Mooves rimane un progetto presente nel Piano Sociale di Sercop, il quale provvederà alla manutenzione del sito alla nostra dipartita. Diciamo che Mooves sta aspettando l’aggiornamento dei files e che, quindi, ci metterà un po’ per tornare operativo. Potrebbero cambiare alcune cose, come il palinsesto o il tone of voice di alcuni articoli, ma siamo certe che il passaggio di testimone non comporterà disagi a livello di qualità delle informazioni.

Quindi questa è la prova che i nostri sogni sono destinati ad infrangersi come spuma di mare su neri scogli di solitudine e desolazione?

Prima di tutto e poi !!! Lo abbiamo detto fin dall’inizio: Mooves parla a volte di “successi”, a volte di “fallimenti”. Fa tutto parte della costruzione della nostra esperienza. Siamo felici e orgogliose del lavoro svolto finora: abbiamo imparato chi vogliamo essere e chi non vogliamo essere, abbiamo dubitato, trovato soluzioni comuni, abbiamo rifiutato offerte, ci siamo sentite rifiutate, abbiamo rincorso le scadenze comprendendo quanto sia difficile lavorare in autonomia, insomma….ci siamo fatte la scorza! Il consiglio che possiamo darvi è, piuttosto, di non avere paura di intraprendere un percorso per il timore che possa terminare.
Tutto quello che Mooves ci ha dato, ormai, non potrà più esserci tolto perché fa parte di noi: parlo di competenze, contatti, abilità e “curriculum”, ma anche di emozioni e soddisfazioni personali.
Le prime a seguire il nostro consiglio e a “muoversi” siamo state noi. E ormai, queste barchette minute e impacciate hanno preso il largo.
Ci vediamo in mare aperto, amici!

Buon viaggio!

 

 

Qualche ringraziamento informale, senza lacrimoni ma con calorosi abbracci:

Ringraziamo tutta Sercop ed in particolare il nostro referente ed angelo custode Alessandro Cafieri per tutto il supporto (anche morale) ricevuto da luglio 2016 ad oggi e il nostro super tecnico risolvi-guai Andrea Baroni.
Ringraziamo gli Assessori alle Politiche Sociali e Giovanili che hanno creduto in noi a livello umano e politico, che ci hanno tenute aggiornate riguardo iniziative e notizie del territorio e che hanno trovato modo di sostenerci economicamente nonostante le difficoltà di bilancio.
Ringraziamo la Fondazione Nord Milano per il contributo e la collaborazione ed in particolare Paola Pessina per l’attenzione mostrata nei nostri riguardi.
Ringraziamo Luca Mozzarelli e Riccardo Magarelli per aver iniziato questa bella avventura insieme a noi. Anche se le nostre strade si sono divise prima di questo momento, senza di voi Mooves non sarebbe mai esistito!
Ringraziamo le associazioni, le cooperative, le reti e gli enti territoriali, le aziende, le persone singole che ci hanno inviato informazioni, che hanno condiviso Mooves su facebook e che ci hanno reputato professioniste degne di fiducia e stima.
Ringraziamo RadioWebArese e in particolare Giandomenico per tutta la pazienza dimostrata dietro la sua postazione durante i nostri balbettii e le nostre risate isteriche.
Ringraziamo LaFucina per esserci stata sempre, per averci invitato a partecipare ad un progetto interessante come il L’Ab e per averci aiutato durante momenti di crisi collettiva (Monica Brotto, qui si parla di te!).
Ringraziamo i lettori, gli utenti, insomma, chi ci ha reputate utili e ha utilizzato Mooves per cercare lavoro: il pensiero di avervi dato una mano è la soddisfazione più grande!

#mooves che l’è minga finì inscì!!!

Alessia Carella
Redattrice e Pubbliche relazioni

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