COME SI INVENTA UN’IDEA INNOVATIVA?

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Sentiamo continuamente parlare di innovazione legata a tutti i settori, dal tecnologico al sociale. Ma perché abbiamo tanto bisogno di innovare?
Siamo in un momento in cui crisi e fallimenti aziendali hanno messo in luce la precarietà: continuare a lavorare basandosi su vecchie pratiche, con metodi non aggiornati, senza una visione al futuro, non porta a grandi risultati.
Quindi, diciamocelo, in questo momento tutti abbiamo più o meno detto almeno una volta “Ma forse potrei inventarmi qualcosa con cui fare il botto e dire tanti saluti a tutti”.
Qualche esempio “per sentito dire” ce l’abbiamo ben in testa: il buon caro Zuckerberg, il padre della mela Steve Jobs, ma anche tanti altri, in campi diversi dalla tecnologia.

Si beh, certo...ma loro hanno avuto l’idea giusta!!

E quindi come si tira fuori l'idea giusta?
Il panico da creatività in vacanza capita a tutti, ma esistono dei metodi che possono aiutarci ad allenare delle capacità che possono rivelarsi davvero molto utili, anche se il tuo lavoro potrebbe non sembrare di tipo creativo.

Mai sentito parlare di Design Thinking?
Probabilmente no. Si tratta di un processo creativo per costruire idee innovative da zero.

Quindi cusa l’è?
Per noi mezzi milanesi, mezzi meridionali, mezzi internazionali, Design vuol dire progettare (si, è sconvolgente non vuol dire disegno!! ) e Thinking vuol dire pensare.

Uhmm, quindi?
Si tratta di un metodo che è nato appunto nel campo del design, ossia della progettazione creativa, ed esportato in settori molto diversi, dall’economia all’innovazione sociale, con l’obiettivo di arrivare a pensare soluzioni innovative per problemi più o meno complessi.
 

Facciamo un passo indietro: che c’entra il Design?
Il Design ha storia antica e confusa, nasce insieme all’architettura e si specializza nella progettazione di artefatti. Dai tempi che furono ad oggi, il design è cambiato molto ed è riuscito ad ampliare i suoi campi d’azione. Partendo dalla progettazione di arredi, ha viaggiato attraverso la lampada di Castiglioni, la pubblicità del Campari, l’Iphone e sicuramente il Car-Sharing di Enjoy.

L’innovazione però da dove arriva?
Tranquilli, di solito non viene “inventata” su due piedi, ma nasce da un’attenta osservazione del problema su cui vogliamo lavorare, da un’ampia ricerca di spunti e dalla contaminazione tra punti di vista diversi. Tutto questo è in grado di generare idee nuove che possono trasformarsi in idee geniali per fondare una startup e progetti utili.

Insomma, vediamo questo metodo in stile Design Attack!
Ecco 4 buoni motivi per cui può esserti utile apprendere questo metodo anche se non sei un creativo! 

1. Collaborazione: al primo posto, perché nel Design Thinking lavorare in gruppo è il punto di partenza. Si cerca di creare team di persone con formazione diversa per portare più punti di vista possibili. E soprattutto si progetta insieme, ascoltando tanto e mettendo in condivisione le idee per farle circolare.
2. Innovazione: allenarsi a trovare idee innovative è utile in tutti i campi, perché ci insegna a guardare un problema a 360°.
3. Apertura mentale: lavorare su delle idee in costruzione ci mette nella condizione mentale di sapere che non abbiamo una soluzione in tasca. Sappiamo invece che le nostre proposte potrebbero essere apprezzate oppure scartate, il tutto in un percorso circolare. Prima di arrivare alla soluzione finale è possibile tornare indietro più e più volte.
4. Capacità decisionale: lavorare restando focalizzati su un problema e cercandone una soluzione, aiuta a migliorare la capacità di scegliere di fronte a tante possibilità con coerenza e testa.

Ma come funziona questo metodo? Ecco tutti gli step:

1. CAPIRE IL PROBLEMA
Comprendere la sfida: per prima cosa va individuato il problema su cui il gruppo vuole lavorare. Può essere una tematica o una necessità specifica. Questa prima fase rappresenta un momento di osservazione, di ricerca, di informazione, ma non ancora di creatività.

2. DEFINIZIONE
Dal confronto con il gruppo (più variegato è, meglio è) va definito nel dettaglio il problema che da questo momento in poi sarà un’opportunità per trovare soluzioni innovative. Ora sono da definire i bisogni, il contesto della situazione, chi sono le persone a cui ci rivolgiamo; in più bisogna porsi degli obiettivi (anche molto alti) e dei vincoli rispetto a questioni tecniche, economiche o progettuali. Ancora in questa fase non stiamo proponendo la soluzione  quindi è bene essere ben focalizzati sulla situazione e molto esigenti, in modo tale da definire insieme al gruppo un “brief”, ossia una vera e propria frase che dovrà fare da traccia per la soluzione.

3. IDEE
Ora si passa alla parte divertente: tutti si armano di post it, si sceglie un foglio ampio da appendere al muro e si inizia con la generazione di idee, in modo partecipato. Questo è il momento creativo in cui vige solo una regola: "nessuna idea è troppo stupida". Quindi tutti propongono soluzioni - o mezze soluzioni - sui post it e le condividono sul muro; questo genera negli altri spunti e collegamenti. Darsi un tempo limitato serve ad andare a ruota libera, per poi fermarsi e fare una selezione di tutto quello che verrà tenuto (perché utile per risolvere il problema) di tutto quello che verrà eliminato (perché non coerente con il problema) e di tutto quello che potrà essere accorpato.

4. SPERIMENTAZIONE
L’ipotesi di soluzione a questo punto esiste, tanto vale testarla subito per capirne le lacune. A seconda che il progetto sia qualcosa di fisico, digitale o totalmente progettuale, l’importante è metterlo di fronte agli occhi, alle mani o alle orecchie di qualcuno che è legato a quella situazione in modo che possa darci dei feedback.

5. EVOLUZIONE
Un’idea, finché non è diventata un progetto finale, sarà continuamente in mutamento, quindi non bisogna mai innamorarsi dell’idea in sé, ma accettare il fatto che potrà cambiare. Apertura mentale e flessibilità diventano fondamentali in questa fase, perché ogni volta che si torna indietro e si modifica l’idea, sembrerà sempre un po’ di ripartire da zero.

6. PRESENTAZIONE
Una volta arrivati a un’idea concreta si potrà svilupparla nel dettaglio con strumenti come Business Model e poi il Business Plan, per definire nel dettaglio tutti gli elementi del progetto così che possa essere presentato al volo in un pitch, ossia in una presentazione che duri giusto il tempo di un salita in ascensore con il vostro ipotetico finanziatore.
 

Insomma non resta che provare, magari l’occasione giusta è proprio dietro l'angolo, perchè non partecipare a Generazione d’impresa, la Call For Ideas lanciata da Oltreiperimetri nel Rhodense!! 

Chiunque è un designer, e il design thinking è un modo per applicare le metodologie del design alla vita di tutti i giorni”.
Herbert Simon, in Le scienze dell’artificiale.

LINK:
Qualche informazione in più 
http://www.societing.org/2014/01/il-processo-e-le-fasi-del-design-thinking/
https://www.grafigata.com/2015/01/cose-design-thinking/
Il design Thinking arriva nelle scuole http://ischool.startupitalia.eu/education/53146-20160401-design-thinking-scuola
Qualche esempio https://doortoinnovation.com/esempi-concreti-di-realizzazioni-con-l-uso-del-dt

Paola Mennillo
Designer e Web editor

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