Lavorare nel non profit: passione o professione? Facciamo chiarezza!

No Profit
27/06/2017

Quando accostiamo il termine “lavoro” a “non profit”, spesso facciamo una grande confusione, come se fossero concetti che si escludono l’un l’altro, ma non c’è niente di più sbagliato!

Chi sceglie di spendere le proprie energie e risorse nel campo non profit infatti non è un santo né un buon samaritano che agisce per l’esclusivo bene del prossimo senza volere nulla in cambio, ma un professionista che vende il proprio lavoro per un fine di interesse collettivo e solidaristico. Chi lavora nel non profit ha il dovere di occuparsi e preoccuparsi degli altri, di diffondere messaggi che leghino fra loro le persone, di progettare soluzioni che allevino le disuguaglianze e, in tutto questo, di far quadrare i conti.

Ma ora veniamo alle domande scomode, così da iniziare ad addentrarci in questo mondo così diverso dalla “solita azienda”.

Cos’è un’organizzazione non profit?

Sfatiamo subito un falso mito: le organizzazioni non profit, sebbene siano obbligatoriamente “senza scopo di lucro”, possono generare profitti eccome!

In poche parole, il profitto non può essere lo scopo, esso tuttavia è ammesso e necessario, in quanto serve a far sì che l’attività possa proseguire. Il vincolo per far parte della family non profit è che, al fine di realizzare attività di interesse collettivo, gli utili non vengano distribuiti fra i soci come in una qualsiasi impresa, ma che al contrario, i ricavi vengano reinvestiti nell’organizzazione. Inoltre, le attività commerciali devono essere limitate ad azioni meramente strumentali al conseguimento degli scopi sociali. Per questo è corretto parlare di “non profit” cioè “senza scopo di lucro” e non “no profit” che significa proprio “senza profitti”.
In Italia esistono cinque differenti tipi di organizzazioni private che operano senza fini economici con finalità solidaristiche:
- le organizzazioni non governative
- le organizzazioni di volontariato,
- le cooperative sociali
- le fondazioni ex bancarie
- le associazioni di promozione sociale

Di queste solo le organizzazioni di volontariato sono basate sulla libera, spontanea e gratuita attività dei partecipanti, mentre le altre possono remunerare soci e assumere dipendenti e collaboratori. Possiamo dire dunque che il non profit si colloca nel terzo settore.

Ma che cavolo c’entra il terzo settore?

Semplicissimo, la locuzione terzo settore sta ad indicare quegli enti che operano e si collocano in settori non riconducibili né allo Stato (primo settore) né al Mercato (secondo settore), cioè non emessi direttamente dal Pubblico come gli sportelli del nostro Comune, ne’ acquistabili o vendibili in base al mercato come fossero abitazioni private (abbiamo detto che non ci può essere scopo di lucro). Il terzo settore infatti si compone di organizzazioni di natura privata che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale promuovendo e realizzando attività di interesse generale. Questo può essere possibile tramite azioni volontarie e gratuite , oppure tramite azioni basate sul mutualismo, oppure ancora tramite la produzione e lo scambio di beni e servizi. Tuttavia non profit e terzo settore non sono propriamente sinonimi: la recente riforma ha stabilito per bene quali soggetti rientrino nella categoria e quali no. Per esempio l’articolo delinea: "Non fanno parte del Terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche. Alle fondazioni bancarie, in quanto enti che concorrono al perseguimento delle finalità della presente legge, non si applicano le disposizioni contenute in essa e nei relativi decreti attuativi".
Diciamo che il terzo settore è necessariamente non profit, ma che il non profit non è necessariamente terzo settore.
 

Quindi, al di là della letteratura e le definizioni, di cosa si occupa una persona che lavora nel non profit?

Essendo delle vere e proprie organizzazioni, spesso anche notevolmente complesse, c’è bisogno di una quantità enorme di ruoli e di figure professionali, come in una qualsiasi azienda con scopi di lucro. Ci saranno imprenditori o soci fondatori che getteranno le basi dell’organizzazione, gestori della comunicazione, esperti in marketing, educatori, psicologi, professionisti nel campo della cultura, dello sport, della formazione, contabili, impiegati, e chi più ne ha più ne metta, a seconda degli scopi dell’ente.

Ecco alcuni esempi:

- L'imprenditore sociale
- l Project Manager-Esperto in progetti di cooperazione allo sviluppo
- Il Cooperante allo sviluppo internazionale
- Il Peacekeeper
- Il tecnico della Progettazione Europea / l'Europroject Manager
- Il tecnico della rendicontazione
- Il Fund Raiser/Il Responsabile Fund Raising
- L'addetto/Il Responsabile Comunicazione
- Il Responsabile Campaigning o Responsabile dei Programmi
- Il People Raiser: l'addetto al reclutamento dei volontari
- Il Responsabile Risorse Umane
- Il coordinatore dei servizi socio-sanitari ed educativi
- L’educatore professionale
- L'Animatore
- Il Manager di eventi culturali
- Il Progettista della formazione
- L'Esperto di orientamento
- Il mediatore interculturale
- Il mediatore familiare

Per la maggior parte di queste professioni non esistono titoli di studio specifici, ma come per qualsiasi altro lavoro, saranno esperienze ed interessi a indicare la strada da percorrere. Che abbiate studiato scienze politiche, economia, antropologia, scienze della comunicazione o psicologia, sarà la vostra formazione e la vostra storia professionale a condurvi nei pressi di uno di questi settori.

Dove posso cercare annunci di lavoro non profit?

Non esistono molte piattaforme specifiche ma quella che conosciamo è davvero ottima e completa in tutto e per tutto, si chiama Job4Good,  ed è stata creata da alcuni professionisti del non profit per facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro in un campo sempre crescente. Qui potrete trovare opportunità di lavoro in Italia e all’estero, cercando per regione, per titolo richiesto, per data dell’annuncio etc, etc.
Davvero interessante e che consiglio vivamente è il loro blog: va dritto al sodo ed è ricco di spunti interessanti e consigli per chi desidera farsi notare nel settore. Bella anche la pagina facebook. (Quasi quasi, come Mooves!)

Altro sito decisamente da segnalare, riservato però alle cooperative sociali, è CoopMatch, una piattaforma dedicata totalmente alle cooperative iscritte che intendono cercare personale qualificato.

Ovviamente troverete annunci anche sulle classiche piattaforme che siete abituati ad utilizzare inserendo le giuste parole chiave.

Se non avete esperienza ma volete farvene, un buon consiglio che posso darvi è di avvicinarvi al non profit utilizzando le proposte descritte nel nostro articolo “Volontariato retribuito...ne abbiamo?”.
Un altro consiglio è però di stare attenti a non dividere nettamente mondo non profit da mondo profit, non abbiate paura di saltare da un universo ad un altro!
Competenze apprese da una parte o dall’altra possono essere facilmente spendibili e riproducibili in un settore come nell’altro, e anzi, possono rappresentare una marcia in più!

Per approfondire:

10 MITI DA SFATARE SUL NON PROFIT 
PERSONAL BRANDING PER IL NON PROFIT
CONSIGLI PER UN CURRICULUM ACCATTIVANTE PER IL NON PROFIT

 

Alessia Carella
Redattrice e Pubbliche relazioni

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