"Mi sono diplomato...e adesso che faccio?" ITS e IFTS due opzioni che (forse) non avevi considerato

Formazione
21/11/2017

Che sia il momento della scelta post-diploma o che sia quello di re-inventarsi riformulando il proprio percorso formativo è lecito porsi una domanda che, a questo punto, definirei generazionale: “Proseguo/riprendo gli studi, oppure no?”

La scelta non è facile, lo sappiamo. Calcoliamo l’impegno da metterci, le tasse universitarie, il costo dei libri che pare vengano ancora scritti a mano da monaci miniatori, il costo-opportunità del tempo che potremmo dedicare ad un lavoro redditizio, l’amaro conto anticipato da investire negli abbonamenti metro e treno, lo stress, l’ansia da prestazione.
Calcoliamo che potremmo pentirci, che potremmo non farcela e tutte le sciocche paure che, noi giovani alle prime armi con le batoste della vita, amiamo andarci a cercare per puro piacere autodistruttivo. Ma se questa lunga lista di criticità ci spaventa, è anche vero che potremmo essere parecchio interessati agli argomenti di quel determinato corso e che le prospettive di guadagno a lungo termine si alzano se in possesso di titoli di studio più specifici. Calcoliamo i nostri sogni e desideri, la nostra curiosità e il nostro bisogno di cultura, bisogni importanti come la fame e la sete.

E’ proprio difficile scegliere, ragazzi: non a caso, nonostante i numeri chiusi che bloccano l’accesso di molti alle facoltà italiane, gli ultimi dati OCSE ci annoverano fra i paesi industrializzati col più basso numero di laureati. Qualcuno di noi penserà che non ne valga la pena, forse, data le scarse certezze della precarietà lavorativa.

La verità è che nessuno di noi possiede la sfera di cristallo per vedere se la strada intrapresa porterà a dei risultati direttamente proporzionali agli sbattimenti avuti.

La risposta all’ancestrale domanda la individuerete solo facendovi un buon piano d’azione (rivolgendovi ad uno specialista dell’orientamento scolastico e seguendo i consigli della nostra sezione ORIENTATI) che tenga in considerazione tutte le possibili strade percorribili, imparando a conoscere e scoprire anche quelle possibilità più “nascoste”.

E’ per questo che oggi vorremmo parlarvi di due possibili alternative alla classica istruzione post-diploma che vede l’università come unica soluzione: gli ITS e gli IFTS.

Sia chiaro che stiamo parlando di due alternative ben lontane dall’istruzione di tipo universitario e che non possono essere viste in alcun modo come un ripiego ma devono, al contrario, essere il frutto di una scelta ben specifica: avvicinarsi al mondo del lavoro seguendo un percorso più tecnico e pratico rispetto alle “formazioni in aula” a cui siamo abituati.
In pratica, i percorsi di cui stiamo parlando non si configurano ne come corsi professionali ne come corsi di laurea ma come sistemi di istruzione e formazione tecnica superiore aventi  l’obiettivo di formare figure professionali che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato.

In soldoni significa che mirano a rafforzare tutte quelle competenze tecniche richieste delle realtà produttive legate al territorio ai lavoratori di fascia intermedia.
Non a caso, questi enti di formazione nascono dalla sinergia di Regioni, enti pubblici, centri di ricerca scientifica/tecnologica e aziende private.
Ma veniamo al dettaglio.



Chi può accedervi e come?

Per accedervi è necessario passare una selezione. I criteri sono diversi a seconda degli enti che regolano i corsi, quindi è necessario leggere bene gli appositi bandi. Alcuni potrebbero richiedervi solo un “curriculum” scolastico, altri potrebbero sottoporvi un “test d’ingresso”, altri ancora potrebbero preferire un colloquio motivazionale. Nel maggiore dei casi è richiesto il diploma di istruzione secondaria superiore (quindi il vostro diploma conseguito dopo l’esame di maturità insomma) ma nel caso degli IFTS è possibile accedere anche con diploma professionale tecnico (il diploma del 4° anno delle scuole professionali insomma) o se si dimostra di avere competenze adeguate.
Solitamente viene richiesto agli studenti un contributo di partecipazione che può variare molto a seconda dell’ente erogatore.
Il modo migliore per capire se avete i giusti requisiti e per calcolare quanto potrebbe costarvi è informarvi direttamente presso l’ente. Non andate alla cieca e chiedete informazioni a più di un istituto, solo così capirete quale fa più al caso vostro.

Le tipologie. Cosa si studia e come?

Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS)
Le lezioni sono tenute nella maggior parte dei casi da docenti provenienti dal mondo del lavoro con esperienze importanti nel settore industriale di riferimento rispetto al percorso IFTS scelto. I corsi hanno durata di 2 semestri, per un totale di 800/1000 ore di cui almeno il 40% deve essere costituito da tirocinio pratico in azienda. Come dicevamo prima, il sistema di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (istituito dall’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144) è articolato in percorsi rispondenti alla richiesta di competenze tecnico-professionali provenienti dal mondo del lavoro, con particolare riferimento a piccole e medie imprese ed ai settori interessati da innovazioni tecnologiche, quindi vi possono essere svariati ambiti di studio e applicazione. Alla fine del percorso, il titolo rilasciato è il Certificato di specializzazione tecnica superiore (riconosciuto come IV livello secondo il quadro di riferimento Europeo), il quale consente anche l’accesso ai percorsi ITS.
Potete farvi un’idea consultando il catalogo dei corsi finanziati da Regione Lombardia per l’anno 2017/2018.
CATALOGO IFTS CORSI 2017/2018

Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Anche in questo caso i docenti provengono per lo più dal mondo del lavoro ed è previsto almeno il 30% del monte ore totale sotto forma di tirocinio in azienda. I percorsi durano 4 semestri (1800/2000 ore) o sei semestri in casi particolari (conseguimento certificazioni, convenzioni con le Università in modo tale da costituire 2+1 ed ottenere un titolo di laurea).
I percorsi di Istruzione Tecnica Superiore offrono corsi relativi a sei Aree Tecnologiche considerate prioritarie per lo sviluppo economico del Paese:

1 – Efficienza energetica
2 – Mobilità sostenibile
3 – Nuove tecnologie della vita
4 – Nuove tecnologie per il Made in Italy
5 – Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali –Turismo
6 – Tecnologie dell’ informazione e della comunicazione


Al termine del corso si consegue il Diploma di Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF.

Qui di seguito potete visionare i corsi attivi per l’anno scolastico corrente.
CATALOGO ITS CORSI 2017/2018


Insomma, c’è un bel po’ da studiare se si vuole iniziare a capire quale strada intraprendere il prossimo anno!
I corsi iniziano infatti quasi sempre nella seconda metà di ottobre: quest’anno è dunque un po’ troppo tardi per mettersi a pensare a test e selezioni.

Se però state frequentando l’ultimo anno di superiori o vi siete presi un anno sabbatico (o due o tre, why not?) per le troppe incertezze sul vostro futuro, forse questo articolo può aiutarvi!
L'istruzione universitaria non è l’unica via: se siete curiosi ma anche pratici e interessati più al “saper fare” che al “sapere”, potreste soddisfare le vostre esigenze di formazione proprio attraverso queste scuole ad alto contenuto tecnico!
Non siamo tutti uguali: c’è chi di noi diventerà professore e chi invece si sporcherà le mani di calce, chi dietro ad una scrivania si sentirà in prigione e chi sarà per sempre una frana nei lavori manuali. Allo stesso modo, il nostro bisogno di apprendere e di trovare un senso a ciò che studiamo può essere differente da persona a persona, da storia a storia.
Una cosa è certa: smettere di studiare solo perché non ci si ritiene “adatti” ad una formazione superiore post-diploma è un vero peccato!
Siate curiosi, andate a scoprire il vostro talento e....non smettete mai di imparare!

#MOOVES RAGA’!

Per approfondire:

Regione Lombardia ITS​​
Regione Lombardia IFTS
Sito ufficiale Sistema ITS
Universitaly

Alessia Carella
Redattrice e Pubbliche relazioni

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