NUOVE PROFESSIONI FANTASTICHE E DOVE TROVARLE (Parte 2)

Job & Start up
28/11/2017

Quali sono i profili più ricercati oggi? Come posso reinventarmi se ho un certo titolo di studio ma quello che faccio non mi piace più, non mi soddisfa o non mi permette di trovare lavoro facilmente?

Se nella testa ti frullano queste domande oppure sei semplicemente un tipo curioso, questo articolo fa proprio al caso tuo… Non si sa mai che tu possa trovare l’occupazione che fa per te!

Ecco alcune delle professioni nuove e che fino a pochi anni fa nemmeno esistevano: il Growth Hacker, lo UX/UI Designer e il Personal Branding Strategist.

 

Il Growth Hacker

La parola “Hacker” suona sempre un po’ affascinante e spaventosa allo stesso tempo. Ma niente paura, qua la sicurezza informatica non c’entra affatto! L’unica cosa che c’entra, semmai, è la tecnologia e il legame col mondo digitale.

Ma allora chi sono e cosa fanno questi Growth Hacker?

Il Growth Hacker è il re del digital marketing: conosce tutti i segreti dei social media e della comunicazione e li fonde in un equilibrio perfetto.

È un professionista con un unico obiettivo in testa: la crescita. In pratica si occupa di aumentare il traffico utenti sui canali digitali di un cliente e di migliorare le conversioni di un sito web (vendite e-commerce, acquisizione di nuovi clienti) per trasformare quanti più visitatori possibili in utenti e clienti.

Come posso “agganciare” un utente del web sui i miei canali digitali? Come lo convinco a interessarsi al mio brand e, magari, a mettermi il “Like” su Facebook o a seguirmi su Instagram? Come trasformo poi questo utente in un vero e proprio cliente? E, infine, come induco questo cliente a parlare bene di me e a suggerire ai suoi amici di acquistare da me? Se conosci bene  tutte le risposte a queste domande, saresti  sicuramente un grande Growth Hacker!

E se non sai da dove partire, ti consiglio questo breve corso gratuito online!

 

UX Designer (User Experience Designer) vs UI Designer (User Interface Designer)

Fino a qualche anno fa programmatori e web designer si limitavano a creare interfacce esteticamente super accattivanti, ma non si curavano necessariamente di quanto fossero facili da interpretare e utilizzare.

Poi, ci si è resi conto che se l’utente non capisce come usare un’applicazione, come muoversi su un sito web o come effettuare determinate azioni online, si frustra e si scoccia. Questo comporta che, nel migliore dei casi, l’utente/cliente chiami il call center per ricevere indicazioni più accessibili, nel peggiore....che si rivolga alla concorrenza!

Ecco perché sono nate due nuove figure professionali (anche se spesso è una sola persona che fa entrambe le veci): lo User Experience Designer (UX designer) e lo User Interface Designer (UI designer).

 

UX designer vs UI designer

 

Nello specifico, di cosa si occupa lo User Experience Designer?

Lo UX Designer analizza e interpreta il comportamento degli utenti in modo che, soprattutto i prodotti più tecnologici, inusuali, innovativi o digitali, siano piacevoli e semplici da utilizzare. Il suo scopo ultimo è sempre e comunque quello di migliorare l’esperienza dell’utente, fornendogli esattamente ciò che desidera, senza troppi fronzoli o complicazioni.

L’UX designer è una figura multitasking che si barcamena tra design, marketing e project management e ha conoscenze basilari di design, sociologia, psicologia e scienze cognitive. Fornisce indicazioni chiare e precise agli altri reparti aziendali, per far sì che il prodotto finale sia quanto di più vicino possibile alle necessità del cliente.

 

E lo User Interface Designer, invece, che fa?

L’UI designer è colui che progetta e disegna le interfacce, ovvero la parte visibile e interattiva di applicazioni e siti web. Lo scopo di questo professionista è di guidare l’utente mentre naviga su un sito o mentre utilizza un’applicazione, in modo che sappia già (apparentemente in modo istintivo e spontaneo) cosa fare e come farlo per effettuare determinate azioni e/o ottenere determinate informazioni dal sito/app.

Lo User Interface Designer inizia il suo lavoro con un foglio bianco e, mettendosi nei panni dell’utente, si chiede: “Come deve essere fatto questo servizio per essere efficace? Mi trasmette fiducia? Ci trovo ciò di cui ho bisogno? Dove sono portato a cliccare?” e queste domande lo guidano nella progettazione del sito/app.

È praticamente un ibrido tra un informatico e un grafico: non solo disegna a tutti gli effetti l’aspetto dell’applicazione/sito web, ma è sempre lui a idearlo e a definire il flusso dell’applicazione (quante pagine deve avere, quali azioni devono essere fatte, se ci devono essere dei contenuti multimediali o no, etc..). Inoltre, mentre l’UX designer non ha necessariamente bisogno di saper programmare, all’UI designer viene spesso richiesto di conoscere i principali linguaggi di programmazione web per poter costruire una migliore interattività con l’utente. Da questo punto di vista, la sua figura e quella del web designer si stanno lentamente fondendo per diventare un’unica mansione.

 

Personal Branding Strategist

Innanzitutto, cos’è il Personal Brand? È la ragione per cui un datore di lavoro, un cliente o un partner dovrebbe scegliere proprio noi. È la risposta alla domanda: cos’è che ci differenzia dagli altri come professionisti?

In sostanza il Personal Branding considera il singolo professionista come se fosse un marchio, un brand che va promosso e sponsorizzato come un prodotto da scegliere perché migliore degli altri. Questo vale sia che tu voglia fare l’imprenditore, sia che tu stia cercando un’occupazione come dipendente, sia che tu voglia essere un lavoratore autonomo.

Dai, che allora hai già capito! Il Personal Branding Strategist è, di fatto, colui che è in grado di aiutarci e consigliarci su come promuoverci al meglio. Inoltre, spesso questi professionisti tengono corsi e scrivono libri a riguardo, perciò non pensare che si occupino solo di consulenza one-to-one!

C’è poi da dire che un professionista che vuole insegnare agli altri come promuovere se stesso deve essere credibile, perciò i Personal Branding Strategist hanno tendenzialmente grande seguito sui social media e questo consente loro in molti casi di “rivendersi” anche come influencer o giornalisti.

È il caso di Riccardo Scandellari (https://www.skande.com/ ): da informatico che era, è diventato blogger ed è ora uno dei maggiori esperti italiani in Personal Branding. Ha persino pubblicato tre libri a riguardo e, oggi che ha moltissimo seguito online, vive facendo il consulente/formatore e il giornalista.

 


Insomma, se quello che stai facendo ora non ti soddisfa, o se, nonostante la laurea, non riesci a trovare lavoro, non disperare! Scommetto che tra queste nuove professioni (e quelle di cui abbiamo già parlato in altri articoli) troverai quella che fa per te!
A costo di dover integrare le tue competenze attuali con qualche corso!

 

E se questo articolo non ti basta, “Fà Ballà l'Oeucc” qui!

 

 

Serena Omero Olimpio
Designer, digital strategist

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