DISOCCUPAZIONE? NIENTE PANICO ARRIVA LA NASPI

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05 dicembre 2017

HO PERSO IL LAVORO: CHE FARE?
Il mondo del lavoro cambia velocemente, quando ci entri ti sembra di essere un pesce fuor d’acqua, quando ne esci (forzatamente) assumi a tutti gli effetti le sembianze arancioni di Nemo e diventi un vero e proprio pescetto che arranca.
Ironia a parte, la perdita del lavoro è davvero un evento complicato da accettare, per questo c’è da mettersi in guardia in modo tale da farsi trovare pronti ad affrontare il trauma del “sono stato licenziato... e ora?”.

Se dovesse capitare puoi anche affrontare il primo giorno consolandoti con una vaschetta di gelato, ma dal giorno dopo mettiti subito in azione  perché puoi ottenere un sussidio temporaneo che è frutto del lavoro che hai svolto fino a quel momento. Infatti puoi richiedere la NASpI ossia la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego.

COS’È LA NASPI
La Naspi è un’indennità di disoccupazione, ossia una prestazione a domanda che può essere richiesta dai lavoratori che perdono il lavoro a causa di un licenziamento involontario o per dimissioni per giusta causa. In parole semplici è quella cosa che tutti chiamano "disoccupazione". Ovviamente non spetta a tutti e in egual maniera ma, per ottenerla, richiede la verifica di alcuni requisiti.
Chissà quante volte hai sentito la frase “sono rimasto a casa...ora spero mi arrivi la disoccupazione”. Ecco, bisogna stare attenti perché i tempi sono tutto: per ottenere la NASpI, se non ci si attiva, nessuno si preoccuperà di recapitarci la nostra dovuta disoccupazione sullo zerbino.

Se il nome Naspi non ti è nuovo, forse hai già sentito parlare di qualcosa di simile: infatti fino a poco tempo fa esistevano anche Aspi e Mini Aspi. Tra un decreto e l’altro però la Naspi ha sostituito entrambe, perciò chi entra nello stato di disoccupazione in data successiva al 1° maggio 2015 potrà chiedere direttamente la Naspi.

Per scoprire se ti spetta la Naspi ci sono da fare parecchie verifiche, però ne può davvero valere la pena.
Andiamo per step:


1. A CHI SPETTA
La disoccupazione non arriva proprio a tutti, in primis è necessario verificare di poter presentare la domanda.
Possono richiedere la NASpI:

  • Dipendenti a tempo indeterminato e determinato;
  • Apprendisti;
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • Personale artistico sempre se a contratto subordinato;
  • Dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione o Lavoratori domestici.

Non hanno diritto a richIedere la NASpI:

  • Dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • Operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • Lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto
  • Collaboratori coordinati e continuativi, anche con contratto a progetto


2. REQUISITI
Quindi se rientri tra i fortunati a cui spetta la NASpI, devi verificare di possedere dei requisiti per presentare la domanda. Prendi carta e penna e inizia con il check delle verifiche. Devi possedere:

Stato di disoccupazione involontario

​> Per possedere questo requisito logicamente devi essere privo di occupazione, ma questo non basta, la differenza la fa la causa del tuo licenziamento. Quindi se sei stato licenziato o non ti è stato rinnovato il contratto inizia a pensare di poter richiedere la cara Naspi, mentre se non ti andava più bene sentire il suono della sveglia stai pur certo che la disoccupazione non ti spetterà. Perciò potrai mettere il check su questa voce se sei stato licenziato:

  • contro la tua volontà
  • per giusta causa (alcuni casi principali: mancato pagamento della retribuzione; in seguito a molestie sessuali nei luoghi di lavoro; a causa di  modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative; mobbing; notevoli variazioni delle condizioni di lavoro; dallo spostamento del lavoratore; dal comportamento ingiurioso da parte di superiori).
  • durante il periodo tutelato da maternità
  • in seguito ad una risoluzione consensuale conciliativa
  • perché è stata accettata un’offerta di licenziamento
  • in seguito al rifiuto da parte del lavoratore a trasferire in un’altra sede dell’azienda posta ad una distanza di oltre 50 km dalla sua residenza o perché raggiungibile in più di 80 minuti con mezzi pubblici;

> Devi avere a portata di mano la DID ossia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, che attesta la tua  immediatamente disponibilità allo svolgimento di un'attività lavorativa; ( taaac scopri tutti i dettagli nell’articolo dedicato proprio alla DID).

> Devi essere attivo nella ricerca di lavoro, secondo le regole del Patto di Servizio Personalizzato, da stipulare con il Centro per l'Impiego più vicino a te entro 15 giorni dalla domanda della Naspi. La disoccupazione infatti non è una condizione eterna ma, soprattutto, l’idea è che costituisca un ponte verso la ricerca di nuove occupazioni.
Il Centro per l’impiego dunque proporrà al lavoratore una serie di proposte tra formazioni e offerte di lavoro che, se rifiutate, potrebbero essere motivo di perdita dell’assegno di disoccupazione.
Per questo, la persona si impegna a:

A) Partecipare ad iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
B) Partecipare ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
C) Accettare offerte di lavoro considerate fattibili poiché in linea con il profilo e facilmente raggiungibili.
 

Requisito contributivo e lavorativo

Fondamentale per ottenere la Naspi è che il lavoratore abbia versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti all’evento di licenziamento. In più dovrà aver lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. Questo a prescindere dalla loro durata e quindi dall’orario di lavoro. Il periodo di riferimento su cui calcolare l’invio e la fine dei 12 mesi può cambiare nel caso in cui vi siano stati dei particolare eventi. Per fare degli esempi: malattia e infortunio sul lavoro, cassa integrazione straordinaria ed ordinaria a zero ore, periodi con contratti di solidarietà a zero ore, assenze per congedi e permessi, assenze per congedi di maternità, assenze per congedi di paternità, procedure di riqualificazione, periodi di aspettativa non retribuita, periodi di lavoro all’estero.

3. COME SI CALCOLA
Le giornate di lavoro effettivo sono le giornate di presenza sul luogo di lavoro a prescindere dalla loro durata oraria. In particolare esse sono indicate nel flusso mensile con i quali i datori di lavoro trasmettono i dati retributivi e contributivi.


Non siamo degli economisti, ma cerchiamo di definire dei parametri per avere un’idea di quanto potrà ammontare la Naspi.
La quota di Naspi sarà rapportata alla retribuzione ricevuta negli ultimi 4 anni, divisa per il numero di contribuzione e moltiplicata per 4,33.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia:
- pari o inferiore a 1.195€, l’indennità sarà pari al 75% della retribuzione
- superiore a 1.195€ l’indennità sarà incrementata del 25%.

Nel caso di lavoratori part time il calcolo sarà lo stesso. Andrà considerata la retribuzione degli ultimi 4 anni nei quali ci saranno periodi a retribuzione ridotta, essendo un contratto part-time.

Ovviamente la disoccupazione ha un tetto massimo, infatti non può essere superiore a 1.300€ e possiede una durata massima di 24 mesi.
A causa del fatto che, teoricamente, si tratta di un aiuto in un periodo di transizione, la Naspi non resta fissa ma subisce delle riduzioni: si riduce del 3% al mese (dal primo giorno del quarto mese di fruizione). Un lavoratore quindi che percepisce 1.300 € nei primi 3 mesi, percepirà dal quarto mese un importo ridotto progressivamente del 3% per ogni mese .

4. COME SI PRESENTA LA DOMANDA
Arriviamo alla parte operativa, la richiesta si compila online:
- via web accedendo al portale dell’INPS possedendo già il PIN dispositivo. Da qui si segue la procedura guidata cliccando servizi per il cittadino > invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Indennità di Naspi.Il fatto che sia tutto fattibile online è  “molto smart”, ma meglio controllare la correttezza dell’ultimo rapporto di lavoro che risulta inserito e la presenza della DID!
- presso enti di Patronato – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
- chiamando il Contact center integrato INPS-INAIL 

5. QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA
Per la domanda  vale la regola “prima si invia la richiesta meglio è”. Infatti la richiesta di disoccupazione è da inviare entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
(NB: E’ un dettaglio fondamentale poiché oltre non si potrà più ottenere la cara Naspi!!!)
Quando inizierà ad accantonarsi?
-se presentate domanda entro 8 giorni dal licenziamento: la prestazione sarà erogata a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro;
-se presentate domanda dopo 8 giorni dal licenziamento: la disoccupazione parte dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda;
-se presentate domanda dopo 8 giorni dal licenziamento per cause particolari di malattia, maternità o infortunio: il pagamento parte dall’ottavo giorno successivo al termine dell’evento.
- se presentate domanda entro 8 giorni dal licenziamento per giusta causa, il pagamento parte dall’ottavo giorno; in altri casi il pagamento parte dall’ottavo giorno successivo al termine dell’evento.
 

6. DURATA DELLA NASPI
La Naspi quindi sembra un risarcimento molto utile, ma ovviamente ha un durata relativa a quanto si è lavorato e ha dei limiti temporali. Sarà erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni (si, sappiamo che sembrano le istruzioni per qualche gioco da tavolo, ma non è così complicato in realtà se vi fate due conti). In ogni caso la Naspi ha durata massima di 24 mesi ossia di 2 anni.
NB: Per attivare la Naspi non possono essere considerati utili i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad altre prestazioni di disoccupazione.
 

7. NASPI IN STAND BY
Come detto la Naspi dovrebbe accompagnare a trovare una nuova occupazione, quindi quando questo accade la Naspi non si autodistrugge ma va in sospensione o solo in alcuni casi direttamente in decadenza.
Vale la regola generale per cui il lavoratore che inizia un rapporto di lavoro subordinato da cui riceve un reddito escluso di imposte superiore a 8.000 € non riceverà più la Naspi,  mentre se la durata del rapporto di lavoro sarà inferiore ai 6 mesi questa andrà in sospensione.

NB: Ogni cambiamento andrà comunicato tempestivamente all’INPS. Me se racumandi!!
Insomma le informazioni sono tante. Speriamo non ti capiti presto di doverla richiedere, ma se dovesse succedere, almeno, avrai già un’idea sul da farsi per non farti cogliere impreparato!

Qui di seguito link utili per saperne di più sul mondo Naspi:

Guida ufficiale INPS
Guida completa caso per caso ​
Guida generale 2018 

Ottenere il PIN dispositivo INPS

Paola Mennillo
Designer e Web editor

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