IL VALORE DELLA DIFFERENZA: COME SEI INTELLIGENTE?

Orientati
12 dicembre 2017

Chi è più intelligente? Esiste davvero un modo per misurare l’intelligenza, intesa come capacità comune? Sarebbe come rispondere alla domanda: “Pesa più un kg di ferro o un kg di piume?”.

Ebbene ragazzi, quando da piccoli la nonna vi diceva che siete unici e speciali, facevate bene a crederle. Ma al di là degli effetti positivi sulla vostra autostima, facevate bene perché … è vero!

L’intelligenza è la capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente e usare con efficacia le risorse disponibili in caso di difficoltà.

Ma non esiste un unico modo giusto per farlo. Esistono modi efficaci, che possono essere diversi per ognuno di noi.

La teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner (2000) ha sfidato il tradizionale concetto di intelligenza considerata come una capacità unitaria misurabile attraverso test e ha introdotto il pensiero secondo cui non esiste una facoltà comune di intelligenza, bensì diverse forme di essa, ognuna indipendente dalle altre.

Guardando da questa nuova prospettiva, la domanda per valutare l’intelligenza cambia: da “quanto sei intelligente?” a “come sei intelligente?”.

Gardner sostiene che tutte le persone possiedono gli stessi tipi di intelligenza, solo in gradi diversi. E che tutte queste intelligenze non operano in isolamento ma, per ogni attività, lavorano insieme.

I 9 tipi di intelligenza individuati sono:

  • Intelligenza musicale: pensare con e sulla musica;

  • Intelligenze corporeo- cinestetica: pensare con e sui movimenti e i gesti;

  • Intelligenza logico matematica: pensare con i numeri e riflettere sulle loro relazioni;

  • Intelligenza linguistica: pensare con le parole e riflettere su di esse;

  • Intelligenza visuale-spaziale: pensare con immagini visive e fare elaborazioni su di esse;

  • Intelligenza interpersonale: avere successo nelle relazioni con gli altri;

  • Intelligenza intrapersonale: riflettere sui propri sentimenti, umori e stati mentali;

  • Intelligenza naturalistica: pensare alla natura e al mondo che ci circonda;

  • Intelligenza esistenziale: pensare alle questioni etiche ed esistenziali.

Studi successivi hanno poi distinto l’intelligenza pratica (legata ad un successo generale nella vita) da quella emotiva (riferita ad un insieme di abilità per la valutazione delle emozioni), e pensiero divergente (tipico dei creativi) da convergente (tipico dei logici).

Purtroppo sappiamo bene come il contesto socio-culturale giochi un ruolo rilevante nella formazione scolastica. L’Occidente infatti ha sempre dato maggior peso alle intelligenze linguistico-verbale e logico-matematica, trascurando tutte le altre che hanno goduto e godono invece di ampia considerazione in culture diverse.

Il risultato, visibile tutt’oggi in Italia, è un’istituzione scolastica che mantiene ancora in piedi un modello incentrato sullo sviluppo e la valorizzazione esclusiva dell’intelligenza logico-matematica e linguistica, con evidenti effetti negativi, sia sul piano educativo, esaltando e motivando gli alunni più dotati sul piano logico-matematico e linguistico, sia sul piano sociale, poiché non permette di essere al passo con i tempi in una società in costante cambiamento.

Nell’attuale mondo lavorativo infatti, sono ormai ampiamente richieste competenze come il magico problem solving, il team work, il pensare fuori dagli schemi ed essere produttivi anche sotto stress. Per settori lavorativi come l’informatica, la grafica e il design, ad esempio, sono fondamentali intelligenze come quella spaziale, a cui si affianca quella logica, o in ambito aziendale e commerciale è ormai essenziale possedere un’intelligenza interpersonale a causa dell’importanza di collaborare in gruppo e di risolvere in un breve lasso di tempo problemi inaspettati ed improvvisi.

Rispetto ai nostri genitori la situazione è decisamente diversa. Quanto ci costa dover ascoltare sempre le stesse storie? L’ormai mitologico posto fisso è un sogno che ogni famiglia ha per i propri figli. Purtroppo per loro però, se da una parte paghiamo lo scotto di una minore stabilità economica, dall’altra possiamo vantarci della possibilità di sviluppare e navigare tra i nostri diversi tipi di intelligenza senza restare fermi.

Quarant’anni fa appena finita la scuola, si poteva trovare il mestiere per cui si aveva sudato sui banchi o nei laboratori. Ci si poteva adagiare sull’uso esclusivo di un tipo di intelligenza e l’addestramento ripetitivo e tanti saluti. Oggi invece è necessario puntare alla formazione di persone che abbiano teste “versatili”, ossia cervelli in grado di imparare sempre cose nuove e in grado di attivare una diversità di competenze in passato non richieste.

Quindi ragazzi, se la scuola ancora non riesce a valorizzarvi e credete di essere degli asini se non riuscite a prendere 6 in matematica, non mollate e coltivate parallelamente le vostre passioni, seguite corsi esterni, di aggiornamento o semplicemente di formazione in abilità completamente nuove. Non stancatevi mai di imparare, sperimentare. Non solo sui libri ma anche viaggiando, approfittando di opportunità create apposta per i ragazzi.

Esistono piattaforme online con corsi gratuiti, percorsi formativi regionali o nazionali gratuiti, esperienze di volontariato retribuito e chi più ne ha più ne metta!

Non dimenticate mai che lo scultore migliore per voi stessi, siete voi. Date forma alla vostra persona, col cervello, con le mani e con il cuore.

 

Mooves a questo proposito vi suggerisce:

Ilaria Fusco
Web Editor - Psicologa

COMMENTI