Genialità varie e strumenti utili 2.0: le start-up che ti aiutano con il lavoro

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16/01/2018

Il saggio dice: oggi come oggi, il lavoro “bisogna inventarselo”.
E come dargli torto?

Fra contratti che durano un battito di ciglia, vorticosi susseguirsi di colloqui e telefonate Skype, richieste fuori dai limiti del plausibile e ben magre consolazioni a ripagarci, sulla porta d’ingresso nel mondo del lavoro pare vi sia scritto inciso nel marmo -e nel fuoco- “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”.

C’è però qualcuno che la speranza non l’ha proprio persa ma anzi, ha fatto di questa grave situazione (su cui noi scherziamo anche, ma prendetela in modo grottesco please, cari amici lettori) un punto di partenza per sviluppare una propria idea.
Non è un caso che siano le startup le protagoniste di questa crisi mistica del lavoro subordinato: a fronte delle grandi difficoltà di inserirsi in contesti lavorativi in modo dipendente, fioriscono ovunque startup di tutti i tipi, liberi professionisti della domenica, associazioni con l’intento di conquistare il mondo. Se si riveleranno malerba o rigogliosi giardini non ci è dato sapere, ma nel frattempo qualcuno sperimenta e qualcosa si muove.

Non tutti hanno la fortuna di avere sia l’idea che spacca sia i finanziamenti e i collaboratori giusti per realizzarla ma, quando questo succede, noi smanettone di Mooves siamo ben lieti di condividerlo con voi smanettoni lettori.
Vi avevamo già parlato di casi di genialità ben riuscita raccontandovi della startup milanese JustKnock nel nostro articolo Just Knock: trova lavoro inviando le idee, non il cv! oppure di Employerland, il giochino stile “The Sims” che fa trovare per davvero un lavoro, nel nostro approfondimento sulla gamification E-learning?Un gioco da ragazzi!”.

Anche questa volta vi portiamo qualche esempio di impresa giovane che ha fatto centro, sperando vi possa essere utile per trovare un impiego, una collaborazione oppure vi sia d’ispirazione per i vostri progetti!

JOBYOURLIFE
La start up, fondata nel 2012 da Andrea De Spirt, oggi ventottenne, si propone di fare proprio l'esatto contrario rispetto ai vecchi portali per la ricerca di impiego: non sono i candidati a presentarsi alle aziende ma, viceversa, le aziende rintracciano i candidati in base alle proprie esigenze. Come? Grazie alla geolocalizzazione e ad un elaborato sistema di campi semantici (cioè gruppi di parole che hanno significato simile) che permettono al motore di ricerca di sottoporre all’attenzione del selezionatore solo i candidati idonei. In pratica, una specie di Tinder del lavoro! Addirittura, la rivista Forbes l’ha dichiarata, grazie alla sua fitta rete di partner di alto livello, una delle startup italiane più promettenti del 2014. Ci si può loggare anche comodamente attraverso i nostri profili social LinkedIn, Facebook e Twitter (quindi ocio a come li teniamo, osti!) avendo così già tutta una serie di informazioni aggiornate, ma il consiglio è ovviamente di prestare cura alla compilazione del profilo. Devo dire che quest’ultima è davvero semplice e smart, non di quelli che ti fanno rimpiangere di essere nato insomma. I professionisti possono inoltre cercare collaboratori. Una chicca: il fondatore, veneziano, è laureato alla Statale di Milano in Filosofia. In barba a chi dice che i laureati in materie umanistiche non servono a un piffero.

TROVABANDO

Ecco a voi, signore e signori lo strumento che salva la vita ai poveri in canna con l’idea giusta. Come è intuibile dall’inconfondibile nome, Trovabandi raccoglie in tempo reale bandi, agevolazioni e finanziamenti pubblici a cui le imprese possono accedere a sostegno dei propri progetti. Niente di così nuovo, direte, se vi è già capitato di dover affrontare questo sporco lavoro. E invece no! Perchè stavolta non siamo noi a dover cercare il bando filtrandolo per zona, tipologia o altro, ma è il sistema stesso a selezionarlo per noi! Le aziende devono infatti registrarsi, specificando alcuni dettagli rispetto alla propria forma giuridica e natura dell’impresa. Altra cosa che contribuisce al fattore wow è il fatto che si rivolge non solo ad imprese nascenti e startup innovative, ma anche a consulenti, commercialisti, incubatori ed accelleratori.
Attenzione, attenzione però. Essendo uno strumento pensato per le imprese non è gratuito ma prevede la scelta fra 3 pacchetti che forniscono diversi servizi, fra i quali delle molto utili consulenze per quanto riguarda Business Plan e gestione finanziaria!
Gli stessi creatori - ma guarda un po’ che teneri- hanno avuto l’idea proprio mentre impazzivano per cercare finanziamenti a sostegno della loro startup. Più Mooves di così…

GLICKON

Questa è davvero una bomba. Una cosa che non capisco ancora se mi affascina, mi piace, mi spaventa o mi terrorizza. Una di quelle trovate che forse troveremmo in una puntata di Back Mirror o in un romanzo di P.K.Dick insomma. Glickon è una piattaforma di recruiting con una grande particolarità che la rende unica: i selezionatori iniziano la prima fase di screening sulla base dei punteggi realizzati dai candidati, o per meglio dire, dei giocatori. Fondata nel 2013 a Milano, basa la scelta dei candidati su un “calcolo delle competenze” dedotto da test costituiti da 15 domande che durano al massimo 3 minuti in totale. E’ un algoritmo dunque a valutare correttezza e tempi di risposta, definendo addirittura tratti psico-demografici del candidato in base alle informazioni contenute nei suoi profili social collegati. E’ proprio una community di gioco vera e propria:ci sono anche le sfide 1vs1 in tempo reale e le classifiche pubbliche. Benvenuto futuro distopico!

JOJOB

Sarà anche vero che trovare lavoro è difficile, ma una volta trovato, andarci lo è ancora di più! Chi come me, poi, conduce la dura vita del pedone a cui l’automobile viene al massimo prestata qualche ora da gentili amici e parenti, sa bene quanto lo spazio fisico che ci separa dal luogo di lavoro sia una difficoltà, se non in certi casi un ostacolo. Il carpooling non è certo una novità e si può dire che almeno una volta tutti noi abbiamo fatto uso del tanto amato Blablacar per raggiungere amici e fidanzati in altre parti d’Italia. Jojob però fa qualcosa di diverso, non pensa cioè ai viaggi di piacere, ma proprio a quegli spostamenti inevitabili con i quali dobbiamo fare i conti tutti i giorni: i viaggi per raggiungere il luogo di lavoro! Il sistema è quello che noi conosciamo, inseriamo i nostri dati e cerchiamo qualcuno disposto a condividere l’automobile (spese comprese) per raggiungere l’azienda. E’ anche possibile avere una sorta di lista contatti per non rimanere mai a piedi! Insomma si risparmia e si inizia la giornata in compagnia. Le aziende invece, soprattutto quelle grandi che hanno l’obbligo di pensare alla mobilità casa-lavoro dei propri dipendenti, ci guadagnano alla grande non dovendo più gestire internamente il tutto: Jojob infatti “fa rete” fra diverse aziende mettendo i dipendenti in contatto fra di loro. Inoltre risparmiano sul parcheggio e riducono le assenze.
Tutti quanti invece, ci guadagnamo in aria pulita e meno traffico. Not bad, direi.

Insomma cari lettori, c’è chi il lavoro se lo inventa facendo del lavoro altrui il proprio (un po’ come noi insomma!) e c’è chi il lavoro lo cerca e preferisce fare tutto il resto.
Insomma, vogliamo proprio immaginare un mondo di startupper che si scaldano in coworking dotati di falò perché abbiamo finito gli idraulici?

Cari lettori, se anche voi avete qualche consiglio su strumenti, app e soluzioni utili per il mondo del lavoro condividetela con Mooves e tutta la zona del rhodense!
Come? Semper istess: scrivendo cioè alla pagina Mooves-Dai voce al tuo futuro oppure alla casella e-mail info@mooves.it!

Alla prossima e buona fortuna!!!
MOOVES!

Alessia Carella
Redattrice e Pubbliche relazioni

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