COME AFFRONTARE LA FINE

Orientati
20 marzo 2018

Niente Apocalypse Now o Calendari Maya: la fine del Mondo è ancora lontana. Forse, chissà…

Quello che invece preoccupa noi giovincelli di oggi sono gli infiniti contratti a tempo determinato, lavori occasionali con partita IVA, start up che iniziano e non si sa come e se proseguiranno, ansia di un domani sempre incerto.

Ci buttiamo sull’ideazione di progetti nuovi, lavoriamo affinché funzionino, ci crediamo e poi li vediamo sfumare. Colpa nostra? Colpa del fato? Colpa del sistema? In ogni caso, è finita.

Come affrontare questo momento nel migliore dei modi?

Non per fare i melodrammatici, ma la fine di un progetto o la scadenza di un contratto sono realmente paragonabili nella nostra mente ad un lutto. Sì, perché la perdita di un lavoro -come ogni altra perdita- porta dolore, sensi di colpa, malinconia, rimpianti.

È possibile non farsi sopraffare?

Facile a dirsi, difficile a farsi, ok. Ma se non ci provi, non saprai mai cosa vuol dire ricominciare.

E allora forza e coraggio. Iniziamo la rinascita dalle nostre ceneri con 5 piccoli passi.

  1. Innanzitutto disperati. Sì, sembra un controsenso ma se ci pensi non lo è affatto. Il primo passo per superare un dolore è provarlo. Infilatici dentro, sguazzaci e crogiolati mangiando gelato sul divano come nei peggiori film americani di quindicenni col cuore spezzato. Una volta terminate tutte le lacrime a disposizione sei pronto per guardarti allo specchio e…

  2. Darti una regolata. Lancia i pensieri del genere “di chi è la colpa” dalla finestra: non sono queste le domande importanti. Ti sei disperato abbastanza ed ora è il momento di agire. Esci dall’isolamento, incontra gente, riallaccia contatti con vecchi amici, scorri la rubrica del tuo telefono e chiama qualche tuo conoscente. È un modo per ricevere nuovi stimoli e per fare qualcosa di insolito che ti apra nuove porte. “Se fai sempre le stesse cose, otterrai gli stessi risultati” diceva Einstein.

  3. Scopri i servizi che offre il tuo territorio. A volte le buone opportunità sono sotto casa. Informati, sii curioso: potrai incontrare persone che sono nella tua stessa situazione consigliandovi a vicenda. Ciò che non risulta essere interessante per uno, potrebbe esserlo per un altro, ad esempio: lo scambio è fondamentale. Farsi aiutare non è una vergogna, né tanto meno un segno di debolezza. Al contrario ti fa acquisire molta più forza, perché hai avuto il coraggio di riconoscere un bisogno e non c’è nulla di più importante che imparare a conoscere se stessi dopo una caduta.

  4. Forse è un po’ infelice da dirsi, ma hai un sacco di tempo libero ora: sfruttalo! Per fare esperienze nuove, per formarti, per viaggiare…e se vuoi andare al risparmio, prova il volontariato retribuito, qualche corso di formazione per disoccupati (totalmente gratuito con dote lavoro!) o qualche piattaforma di e-learning comodamente da casa! Nuove competenze da aggiungere al tuo CV potranno renderti più appetibile. E già che ci sei perché non riflettere bene su quello che vuoi? Ti consentirà di non perdere tempo in strade improbabili, ma di puntare su un obiettivo chiaro!

  5. Osa. “No ma va, cosa invio a fare il CV per quell’azienda? Non mi prenderanno mai.” Non c’è nulla di più sbagliato. Uno degli effetti peggiori del fallimento è la ricaduta sulla propria autostima, per questo l’azione dovrà essere la tua migliore alleata. Non stare fermo ti permette di lanciare tante frecce dal tuo arco e, prima o poi, una di queste centrerà il bersaglio! Non scoccarne nemmeno una diminuisce le tue probabilità di riuscita a zero e ti fa entrare in un circolo vizioso nel quale pensi davvero di non valere nulla. Semplicemente non ci hai provato abbastanza.

Non esistono ricette magiche o strade semplici: è necessario rimboccarsi le maniche e tirare fuori (metaforicamente) gli attributi. Dalle cadute ci si rialza, ci si reinventa, si scoprono lati di se’ stessi, si guardano le cose da prospettive differenti, ci si rafforza, si cambia.

D’altronde “non si può scrivere due volte lo stesso CV” (rivisitazione alla Mooves di Eraclito).

Come le foglie d’autunno che cadono dagli alberi e permettono a nuovi fiori di sbocciare, così i nostri fallimenti (non a caso…FALL, cadere…) aprono nuove possibilità. Collezioniamoli e impariamo da loro qualcosa.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”

tratto da “Il piccolo principe” di Antoine De Saint-Exupéry 

Vi e ci auguriamo un nuovo inizio.


 

Ilaria Fusco
Web Editor - Psicologa

COMMENTI