JUST KNOCK. Trova lavoro inviando idee, non il CV!

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21/03/2017

Just Knock è la prima piattaforma online che rivoluziona il modo di trovare lavoro, permettendo ai candidati di presentarsi alle aziende in modo innovativo e meritocratico: inviando idee al posto del CV.

Con Just Knock sono le tue idee e il tuo talento a contare, non il tuo background!

 

Just Knock, una startup tutta giovane, milanese e femminile

Partiamo dall’inizio.

Marianna Poletti (che oggi ha 27 anni, milanese) e Arianna Marin (oggi trentenne, originaria di Città del Messico) si incontrano ad un master a Milano e nel 2013 iniziano a lavorare all’idea che le porterà a fondare Just Knock nel 2015.

L’idea, perciò, nasce da un bisogno concreto. Come ha dichiarato Marianna Poletti: «Durante il master in pubblicità allo IED i nostri esami erano progetti per le aziende, tanti progetti. Ma delle aziende non avevamo i contatti, e quei progetti erano destinati a rimanere lì. Io e una mia compagna di corso ci siamo dette: ma come, davvero non esiste un portale che ci permetta di inviare le nostre idee, tutelandoci della proprietà intellettuale, alle aziende?

La difficoltà di trovare lavoro e di far notare i propri talenti tra i mille cv che si accumulano sulle scrivanie dei manager, poi, ci ha fatto pensare: "Possibile che oggi si venga ancora valutati per i numeri e la lista di esperienze su un foglio di carta? E se invece fossero proprio le nostre idee a farci trovare un lavoro?". A quel punto abbiamo capito che i progetti potevano davvero essere il mezzo migliore per far emergere le unicità di chi si propone permettendo anche alle aziende di capire le reali competenze del candidato».

 

Ecco che da questi pensieri è nata Just Knock, una startup che incita i giovani a “bussare alla porta delle aziende” per proporre una strategia o un’idea innovativa (“to knock” in inglese significa proprio bussare).

Just Knock non è il primo portale che in Italia mette insieme domanda e offerta di lavoro, ma quello che differenzia questa piattaforma dalle altre è che «noi abbiamo puntato tutto sull’idea in sé. Se funziona e piace all’azienda, la mettiamo in contatto con chi l’ha avuta e ne tuteliamo la proprietà intellettuale». Fanno da intermediari dunque.

 

 

 

Come funziona?

Sei giovane e hai un’idea da proporre a una determinata azienda (l’idea può riguardare un po’ qualsiasi aspetto: un prodotto, una app, una campagna di marketing)? Metti giù quest’idea e mandala a Just Knock. Sarà il team di questo servizio a occuparsi di contattare l’azienda mandandole il tuo progetto. Se poi la tua idea piace, l’azienda potrà chiedere più informazioni su di te.

All’inizio, perciò, all’azienda arriva solo l’idea, nessun’altra informazione come di che sesso sei, quanti anni hai, che studi hai fatto, da dove vieni, ecc. Valuterà solo il progetto. Solo in secondo luogo potrà sapere chi c’è dietro l’idea, chiedere il tuo cv e contattarti per un colloquio.

 

 

L’iscrizione al servizio è gratuita e una volta registrati è possibile vedere le linee guida delle aziende che collaborano con Just Knock (e non si tratta di piccole aziende sconosciute, bensì di colossi come Adidas, Decathlon, Poliform, Valsoia ecc...). In qualsiasi momento e liberamente è quindi possibile inviare a queste aziende un’idea.

In alternativa è possibile rispondere a una delle “call for ideas” proposte dai brand e finalizzate a ottenere uno specifico posto di lavoro che è stato messo in palio.

 

 

In entrambi i casi è sempre valida la regola di Just Konck: l’azienda non sa subito chi sei, valuta solo il tuo progetto e solo se gli piace può avere informazioni su di te e vedere il tuo cv.

 

Ma funziona davvero?

Già dopo un paio di mesi da quando è stata messa online, la piattaforma ha avuto il suo primo grande successo: uno studente di Economia della Bocconi ha proposto un’idea di sviluppo di marketing niente poco di meno che ad Adidas. Il progetto all’azienda è piaciuto e il ragazzo è stato contattato per un colloquio.

Come dichiara Marianna Poletti non si può essere certi che l’azienda poi assumerà il ragazzo o che non gli rubi l’idea per poi non rinnovare il contratto «ma se dimostra di essere un talento, l’azienda non se lo farà scappare, non è nel suo interesse».

 

Perché ci piace Just Knock?

Non solo la piattaforma è stata fondata da un team giovane, ma si fonda sugli stessi ideali in cui crediamo anche noi: Just Knock ha la forte convinzione che, oggi più che mai, ci sia bisogno di valorizzare i giovani talenti, abbattendo le difficoltà che impediscono loro di esprimersi e rendendo le aziende più sensibili alle loro capacità e al loro valore.

Just Knock vuole essere un sistema in cui i giovani possono diventare parte attiva dello sviluppo e dell'innovazione della società.

 

Cosa vuol dire mettere su una startup come Just Knock?

Come ha dichiarato Marianna in un’intervista: «Ci vuole coraggio, carattere e un po' di sana follia. Nessuno ti dà fiducia se non sei la prima a dartela: l'atteggiamento mentale con cui affronti una simile impresa contribuisce alla maggior parte del suo successo. Tutte le più grandi aziende sono partite da un'idea scarabocchiata su un foglio di carta. Non credo che Zuckerberg, Jobs o Bezos agli inizi abbiano mai avuto anche solo per un istante la certezza che un giorno sarebbero diventati i founder di realtà dal successo così straordinario. Semplicemente, ci hanno creduto, anche (e soprattutto!) nei momenti in cui tutto e tutti sembravano consigliare loro di abbandonare l'impresa».

 

Qualche consiglio per le aziende by Just Knock

«È il classico modello di selezione basato sul curriculum a essere superato perché i cv sono molto simili tra loro e poco personalizzabili, così i manager non riescono a riconoscere le effettive potenzialità dei candidati. Il mercato del lavoro è in forte evoluzione e, di conseguenza, anche le competenze richieste si trasformano, diventando trasversali e più orientate al problem solving. Continuare a misurare le capacità dei candidati su esperienze curricolari e voti, dunque, rappresenta un limite che impedisce spesso di individuare nuove risorse di talento. Bisogna ripartire dalla necessità di ascoltare ciò che hanno da dire i ragazzi: oggi per le aziende possono rappresentare un prezioso punto di vista. Chiunque ama una marca al punto da elaborare un'idea su misura ne fa già potenzialmente parte».

 

Per approfondire:

 

Serena Omero Olimpio
Designer, digital strategist

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