Gli eliminati voucher – IL RING DEL LAVORO

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28/03/2017

Mai sentito parlare del colloquio di lavoro sul ring?
Tutto inizia con una chiamata, tu che ti presenti all’incontro fiero del tuo curriculum ancora fresco di stampa, determinato a conquistarti il posto. La situazione sembra decollare, inizi a parlare in modo brillante, guadagni subito punti, per poi finire a terra dopo pochi minuti svenuto, con punti di domanda cinguettanti che ti girano intorno alla testa, dopo aver sentito parole sconosciute e terrorizzanti come “Voucher”, “Ritenute d’acconto” e “Partita iva”!

Ebbene, se non ti è ancora capitato, sei in tempo per evitare questo incubo!! In che modo? Informandoti e rimanendo aggiornato, sulle forme di lavoro e di contratto perché avere una buona difesa, non fa mai male.

I Voucher
Iniziamo allora a costruirci una buona difesa, scoprendo il primo grande punto di domanda, il lavoro occasionale e gli ormai eliminati voucher.
Sembrano super paroloni, ma si trattava solo di una forma di lavoro saltuaria, pagata fino ad oggi con buoni lavoro, i cosiddetti voucher eliminati da pochissimi giorni. Lavorare in modo occasionale con i voucher significava non essere legati ad un contratto, ma ricevere una ricompensa con i buoni lavoro voucher dell’INPS, nati in origine per limitare il lavoro nero e offrire tutela per i lavoratori saltuari.

I voucher sono stati la soluzione comoda e scomoda per tante tipologie di lavoro dal 2003 fino ad oggi. Dal 17 marzo 2017 sono stati aboliti, quelli già acquistati saranno utilizzabili fino al 31 dicembre 2017, oltre verrà introdotto qualcosa di nuovo (si spera) che sappia sostituirli migliorando la situazione. Nel 2016 circa 300 mila persone sono state retribuite con circa 130 milioni di voucher quindi,  buoni o cattivi che fossero non c’è dubbio che erano una risposta ad una fetta del mercato del lavoro.

Scopriamo cosa c’era da salvare e da eliminare in questa forma di lavoro
Lavorare in modo occasionale con i famosi buoni lavoro voucher dell’INPS, significava non essere legati ad un contratto, nè a vincoli ma solo a lavori che (in teoria) dovevano essere a carattere occasionale quindi non continuativi. Questi voucher sono nati in origine per limitare il lavoro nero e offrire tutela per i lavoratori saltuari. I buoni lavoro nel 2012, sono stati resi utilizzabili praticamente da chiunque (dal disoccupato al pensionato) e per qualsiasi attività, forse troppe.
Erano un meccanismo molto flessibili disponibile in vari tagli, il minimo da 10€ con guadagno netto di 7,5€; offrivano tutela al lavoratore rispetto a contributi e assicurazione, ma non offrivano nessun tipo di garanzia.

I casi d’uso sono stati davvero tanti e diversi, ad esempio il voucher era una soluzione molto funzionale per una giovane universitaria che voleva offrire ripetizioni nei periodi di pausa estiva, oppure per un laureando che arrotondava nei weekend lavorando in pizzeria, ma assolutamente non lo erano per un padre di famiglia, elettricista a chiamata.

Vediamo un po’ pro e contro per farci un’idea di quello che ci piacerebbe o non ci piacerebbe vedere nella nuova proposta che sostituirà i voucher:
Pro
Il lavoro occasionale pagato in voucher aveva i suoi lati positivi:

●      offriva un’alternativa al lavoro in nero, permettendo di lavorare nella legalità, coperti da assicurazione per incidenti.

●      consentiva di aumentare le proprie entrate a lavoratori di tutti i generi e di tutte le età, dallo studente al professionisti fino al pensionato, senza ritorsioni sui redditi.

Contro
Nonostante i lati positivi il rovescio della medaglia c’è, ed è evidente:

●      il voucher è stato usato senza freni in tutti i settori e in lavori che di occasionale avevano ben poco.

●      i buoni hanno sempre avuto dei limiti economici, il singolo lavoratore poteva ricevere al massimo 7000€ netti, con limite di circa 2020€ da un singolo committente.

●    questa forma di retribuzione generava tutele rispetto alla contribuzione ma tralasciava alcuni fondamenti del rispetto del lavoratore, infatti non generava malattie, disoccupazione, ferie e maternità.

Dopo i voucher?
Eliminati i voucher, lo strumento che per ora li sostituirà sarà il contratto a intermittenza o a chiamata, già esistente, che risponde alla necessità di ricorrere a un lavoratore in modo saltuario. Spesso viene sfruttato nei settori dove il lavoro è a flusso variabile come turismo, servizi di assistenza, centralini e mondo dello spettacolo.
Si tratta di un vero contratto in cui datore di lavoro e impiegato, si accordano per una prestazione lavorativa che sarà svolta in maniera saltuaria secondo le necessità del datore di lavoro. Anche qui ci sono dei limiti economici, il lavoratore non può superare le 400 giornate di effettivo lavoro in 3 anni solari, eccetto per i settori diversi da turismo, pubblici esercizi e spettacolo. Questo tipo di contratto, sembra apparentemente sostituire il voucher, ma al momento questa forma di lavoro può essere utilizzata solo da chi ha meno di 25 anni o più di 55 anni. Il governo vorrebbe abolire questa discriminante e rendere più ampio l’elenco dei settori che possono usare questa forma di contratto.

Quindi cosa succederà?
La necessità di avere uno strumento flessibile adatto ad imprese e a famiglie, e soprattutto ai lavoratori c’è e continuerà ad esserci. Si parla di proposte vicine all’alternativa tedesca dei “mini-job”, simili ai voucher ma con un limite mensile, insomma si vedrà lo scopriremo solo restando aggiornati!!

Presto continueremo a creare la nostra difesa per essere pronti al ring del lavoro!!  

Altre info e link utili:

Voucher
https://www.inps.it/
http://d.repubblica.it/attualita/2016/06/17/news/voucher_lavoro_precariato_lavoro_subordinato_emersione_lavoro_in_nero_diritti-3124545/
http://www.economia-italia.com/2016/09/voucher-inps-cosa-sono-come-funzionano-tracciabilita.html

Dopo i Voucher
http://www.ilpost.it/2017/03/20/futuro-voucher/

Lavoro Intermittete o a Chiamata
https://www.cliclavoro.gov.it/NormeContratti/Contratti/Pagine/Contratto-di-lavoro-intermittente-o-a-chiamata.aspx

Paola Mennillo
Designer e Web editor

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