IMPOTENZA APPRESA VS AUTODETERMINAZIONE

Orientati
23 maggio 2017

Ennesimo curriculum inviato ed ennesima risposta non ricevuta. “Dopo una caduta l’importante è rialzarsi!”. Sì, ma alla centesima caduta sei pieno di lividi e preferisci restare sul pavimento. Sei bloccato, hai l’ansia paralizzante, aspetti che un Ufo venga a prenderti per sollevarti in aria nella scia luminosa del disco volante e dia senso alla tua vita su un altro pianeta.

Questo è quello che ti succede quando pensi di non avere potere su quello che ti accade. È quello che Martin Seligman, ricercatore americano e padre fondatore della psicologia positiva, ha chiamato nel 1976, “impotenza appresa”.

Cosa vuol dire “impotenza appresa”? Da quando l’impotenza si apprende?!

Ebbene, il caro Seligman, attraverso un esperimento sui nostri amici cani, notò che i poverini, confinati in una gabbia e ripetutamente esposti a delle scosse elettriche senza la possibilità di sottrarsi o fuggire, avevano appreso che non c’era modo per loro di agire sull’ambiente per modificare le loro condizioni, nemmeno quando erano stati liberati dalla gabbia e potevano scegliere di scappare. Avevano imparato quindi ad accettare e subire passivamente quello che gli succedeva.

Ok, ma stiamo parlando di animali, l’uomo si sarà evoluto per un motivo, no?! Beh…in seguito a questo esperimento Seligman decise di capire se questo tipo di apprendimento avveniva anche negli esseri umani.

Tranquilli, niente scosse elettriche. Le persone sottoposte all’esperimento venivano chiuse in una stanza con dei rumori assordanti e nonostante gli sforzi, schiacciando pulsanti, muovendo manopole, questi non cessavano. Una volta liberate e in seguito richiuse in un’altra stanza, le persone non provavano più a far cessare il rumore, nonostante fosse assordante come il precedente. Avevano imparato che in una situazione simile a quella di prima non era in loro potere modificare ciò che stava accadendo.

L’esperimento dimostrò quindi che individui posti continuamente in condizioni sulle quali ritengono di non potere in alcun modo intervenire per controllarle e modificarle, tendono a sviluppare un senso di impotenza che può anche estendersi oltre l’evento specifico sperimentato.

Caspita ma proprio tutti non hanno fatto nulla?! E qui vi volevo!

La risposta è no.

Le persone infatti si distinguono anche per il proprio stile di pensiero.

Coloro che percepiscono maggiormente i loro risultati come frutto del caso, di congiunzioni astrali o semplicemente di avvenimenti esterni, pensano di non aver potere su quello che gli succede e non poter quindi cambiare la situazione.

Chi invece percepisce maggiormente i propri risultati come frutto di un proprio agire o non agire, pensa di poter modificare o controllare in una certa misura, ciò che gli accade. Queste persone credono di più nell’autocontrollo e nell’autodeterminazione.

Come i muscoli in palestra, anche il proprio senso di autodeterminazione può essere allenato!

Ti invito a provarci scegliendo per ora solo una cosa che vorresti cambiare (ti accorgerai poi col tempo che cambiare modo di pensare potrà aiutarti ad estendere il tuo modo di agire anche in altri ambiti).

  1. Inizia a pensarti causa e non effetto. Tu puoi cambiare qualcosa nella tua vita.

  2. Niente è subito. Abbi la pazienza di attendere.

  3. Inizia un passo alla volta, con piccoli accorgimenti.

  4. Cerca di non criticarti troppo e gratificati invece per i piccoli successi.

Tornando all’esempio iniziale: invii CV e nessuno ti contatta.

Inizia a chiederti: “Io cosa sto facendo per cambiare questa situazione?”.

Potresti andare da un consulente per la revisione del curriculum, chiederti se stai inviando nei posti giusti in base alle tue competenze, capire cosa richiede il mercato del lavoro nel settore in cui stai cercando e se potresti seguire un corso di formazione che ti manca, oppure semplicemente cambiare foto nel curriculum!!! :D

In ogni caso…fai qualcosa! Restare fermo non cambia nulla, se tu stesso non ti attivi nessuno lo farà per te. Tentare di modificare il tuo stile di pensiero è già un passo verso il cambiamento!

E se è vero che ”l’ottimismo è il profumo della vita”, perché non spruzzarsene un po’?!

Ilaria Fusco
Web Editor - Psicologa

COMMENTI