ASSOCIARSI: SCEGLI CONSAPEVOLMENTE

No Profit
30 maggio 2017

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. 

(Articolo 18 della Costituzione italiana)

Se con il tuo gruppetto di amici state cercando di dare un’identità alla vostra passione ma non sapete se l’associazione è quello che fa per voi, allora siete finiti nel posto giusto!

Quando giunge quella necessità di definirsi e di darsi un nome per rendere riconoscibili le proprie azioni, le proprie idee e i propri progetti, allora si apre davanti ai nostro occhi un’infinita gamma di possibilità. Prima di farci dei film esagerati, però, sarà meglio capire, almeno in modo generale, di cosa stiamo parlando e soprattutto cosa vuol dire scegliere un tipo di organizzazione piuttosto che un’altra.

L’associazione è un’organizzazione senza fini di lucro, o per citare testualmente quanto stabilito dall’ordinamento italiano, è un ente morale, che si differenzia dalla personalità fisica e dalle realtà commerciali miranti al guadagno.

Ma cosa vuol dire veramente associarsi?

 

PRESENTAZIONI UFFICIALI

Costituirsi in associazione significa fare parte di un gruppo (in realtà bastano semplicemente due persone, ma più si è, meglio è!) con il quale si condivide uno scopo che si vuole raggiungere attraverso modalità non lucrative.

In concreto questo tipo di organizzazione è un luogo di condivisione, di crescita e di confronto; un’attività che permette di crescere professionalmente e, allo stesso tempo, dare sfogo alle proprie passioni e ai propri interessi. Detta così sembra una struttura un po’ complessa e idilliaca, ma in realtà l’associazione si modella in maniera flessibile rispetto all’identità che i soci decidono di darle: non è un lavoro, non ci sono cartellini da timbrare!

La costituzione e il mantenimento di un’associazione non richiede enormi investimenti o impegni burocratici. La forma che si darà alla propria organizzazione stabilirà chiaramente l’entità di tali obblighi.

Ma quante e quali sono le cosa da sapere, in pratica?

 

ASSOCIAZIONE: TI RICONOSCO O NON TI RICONOSCO?

Una prima distinzione da fare è quella tra associazioni riconosciute e non riconosciute. La maggior parte delle associazioni italiane appartengono al club delle associazioni non riconosciute. La differenza sostanziale tra questi due tipi di organizzazione sta essenzialmente nella personalità giuridica, che caratterizza le associazioni riconosciute. Entrando nello specifico, le associazioni non riconosciute prevedono la responsabilità illimitata di chi la amministra, mentre quelle riconosciute hanno autonomia patrimoniale perfetta. Detto in soldoni, l’associazione non riconosciuta prevede che in caso di ammanco o di mancanza di copertura economica si possa accedere al patrimonio degli amministratori. Diversamente, le associazioni riconosciute prevedono una netta separazione tra il patrimonio dell’associazione e il patrimonio personale.

Chiaramente l’associazione riconosciuta pare essere la scelta più furba (perché mai dovrei mettere a repentaglio i miei risparmi??), ma in realtà è anche la tipologia più impegnativa da costituire in quanto è necessario un atto pubblico e in più è richiesto un patrimonio societario minimo, che funge da garanzia.

Ma non lasciatevi spaventare! L’associazione, soprattutto nel breve periodo, non ha un giro d’affari alla Paris Hilton! Lo scopo, soprattutto per chi è agli inizi, è proprio quello di imparare a fare un “uso corretto” delle proprie risorse economiche.  Almeno un briciolo di responsabilità bisogna calcolarlo se si sceglie di creare un’organizzazione!

 

IL CONTRATTO DI ASSOCIAZIONE: ATTO COSTITUTIVO E STATUTO

L’associazione si costituisce attraverso un contratto in cui le parti (i soci fondatori) decidono di formalizzare la nascita dell’organizzazione. L’Atto Costitutivo e lo Statuto formano tale contratto e, rispettivamente, sanciscono la costituzione dell’associazione e stabiliscono le regole della stessa. Ognuno di questi due documenti deve necessariamente contenere alcune indicazioni fisse che variano in base alla forma scelta.

Non temete, nulla di complicato, soprattutto se avete già ben chiaro quello che volete. Inoltre, diciamocela tutta, una piccola googolata risolve tutto! Esistono tantissimi fac simile online a disposizione di chiunque voglia rubacchiare frasi pronte qua e là (non scopiazzate troppo però!)…

Cosa cambia dunque tra associazioni riconosciute e non per quanto riguarda la costituzione?

Mentre per quelle riconosciute è necessario che il contratto sia un atto pubblico stilato da un notaio, quelle non riconosciute potrebbero nascere semplicemente attraverso un accordo orale tra le parti. Scelta azzardata però! Nonostante sia più facile creare un’associazione tramite accordi orali, tale decisione è assolutamente limitante in quanto non permetterebbe ai soci di ricevere tutti i “favoritismi” riservati a coloro che scelgono di registrare il proprio contratto, cosa possibile solo quanto il contratto è in forma scritta! La registrazione dell’Atto Costitutivo e dello Statuto, infatti, sono indispensabili per avere accesso alle agevolazioni fiscali per gli enti non commerciali, per iscriversi ai registri comunali, regionali e nazionali, per partecipare a bandi o anche solo per richiedere il patrocinio.

Una volta che si decide di lanciarsi in quest’avventura bisogna avere ben chiaro ciò che si vorrà fare nel futuro, così da organizzare al meglio tutte le magagne burocratiche!

Registrazione degli atti, richiesta del codice fiscale, costi di fondazione, Agenzia delle Entrate e modello EAS… Se non masticate regolarmente parole di questo tipo potete fare affidamento su enti che fanno questo nella vita e che con queste parole hanno un rapporto quotidiano, felice e amorevole!
(PS: leggete in fondo per i consigli pratici!)

 

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Come abbiamo già detto, in generale un’associazione può essere costituita anche da due soli soci, ma tendenzialmente si è sempre un po’ di più (l’unione fa la forza!). I due organi della struttura assolutamente necessari sono:

  • l’Assemblea dei Soci

  • l’Organo Direttivo (all’interno di esso si nominano Presidente e Vicepresidente)

Oltre alla struttura base, necessaria per ogni tipo di associazione, possono essere identificati ulteriori organi di controllo e altri ruoli, ovviamente in base alle attività svolte e al crescere delle stesse.

La particolarità delle associazioni è la loro struttura aperta e democratica. Per diventare soci bisogna avere i requisiti stabiliti nello Statuto e la numerosità dell’assemblea non ha limiti. Inoltre, le cariche non sono eterne, non ci sono presidenti incollati alla sedia. Cambiamento e rotazione degli incarichi avvengono con semplici votazioni interne.

 

E TU CHE TIPO (DI ASSOCIAZIONE) SEI?

Questo punto è facile. Associazioni sportive, associazioni di promozione sociale, OdV (Organizzazioni di Volontariato), ONLUS e molte altre “etichette”. Parole note e già sentite senza che mai davvero ci fosse chiaro il significato; ora vi sveleremo il segreto! Ebbene si, quando creiamo un’associazione possiamo sceglierne l’identità vera e propria. Esistono infatti diverse forme associative che si differenziano in base alla mission, ai destinatari, alle attività svolte e all’impegno dei soci.

Una volta compreso il pezzo facile però, toccherà passare a quello difficile, ossia scegliere qual è la forma giusta! Per qualcuno sarà chiaro sin da subito, per altri un po’ meno…ma troverete sempre qualcuno pronto a consigliarvi e aiutarvi in questa scelta!

L’associazione è un ente non commerciale e, qualunque sia la forma scelta, da diritto agli sgravi fiscali. Esistono inoltre dei regimi agevolati, alcune tipologie “speciali” come le ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), ma sono casi particolari che seguono una specifica normativa, e che soprattutto richiedono delle specifiche caratteristiche che devono figurare all’interno dello Statuto.

 

LA GESTIONE

Chiaramente scegliere di diventare un’organizzazione con un nome e dei diritti significa assumersi anche dei doveri, e tra quelli più pallosi e più contorti troviamo sicuramente gli obblighi gestionali.

Dal punto di vista della contabilità le associazioni hanno l’unico  l’obbligo di redigere  ogni anno un bilancio consuntivo che deve essere approvato dall’assemblea dei soci.

Rispetto ai libri sociali non esiste nessuna normativa in merito che stabilisca quali siano quelli da tenere obbligatoriamente, ma tendenzialmente vi sono alcuni libri sociali che è utile che le associazioni posseggano:

  • Il libro dei soci

  • Il libro-verbale delle riunione dell’assemblea

  • Il libro verbale delle riunioni del consiglio direttivo

Inoltre, in base al “volume d’affari” dell’associazione potrebbe essere utile avere: un libro cassa, un libro giornale e un libro inventari (non sono libri tematici eh!).

 

Adesso che vi abbiamo fatto credere che sia tutto un casino, tel chi i consigli per non andare in panico:

  1. Curiosa in giro! Come prima cosa ti consigliamo due brevissimi video realizzati da CIESSEVI (Centro Servizi per il Volontariato), che danno dei consigli rapidi e semplici per tutti coloro che vogliono indirizzarsi verso questa forma organizzativa:“Come costituire un’associazione in 4 step” e “Quale forma giuridica scegliere per la tua associazione” .

  2.  Informati da chi ne sa veramente! Sul territorio puoi trovare un’ottima fonte di informazioni che offre anche consulenze gratuite o a prezzi calmierati: sempre lui, CIESSEVI, che inoltre propone anche un sacco di formazione davvero interessante per tutti gli enti associativi e del mondo del volontariato.

  3. Provaci! Lanciati! Buttati! Ma soprattutto sfrutta senza ritegno chi già ha provato questa esperienza! Scopri le associazioni del territorio e inizia a costruire la tua rete! 

Non siete convinti???

Non importa, se non si è certi di voler costituire un’associazione si può sempre far parte di quella di qualcun altro! Dopotutto, non sempre l’associazione è la scelta giusta. Se volete che la vostra passione diventi il vostro lavoro (remunerato!) probabilmente l’associazione non sarà in grado di darvi quello che cercate!

Qualunque sia la vostra scelta tenete presente che un’esperienza nel campo associativo è sempre qualcosa di buono, che sia tua o che sia di altri è ininfluente. Le realtà del non profit sono “luoghi” in cui le nostre skills affiorano, si moltiplicano e migliorano. Il volontariato non è chiaramente una sostituzione del lavoro, ma è un buon allenamento per tutti coloro che vogliono mettersi alla prova in nuovi campi o sono in attesa “della chiamata”… del datore di lavoro!

 

Mara Colombo
Web Editor

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